Tra fake news ed haters, le ONG sono finite nella rete?

Si è tenuto l’8 novembre, presso il centro congressi G. Alessi di Perugia, il panel di confronto con Stefano Moretti e Marco Briotti dal titolo “Le ONG sono finite nella rete?”

Ospiti dello speech:
Massimo Pesci (EasyFundraising Hub)
Lorenzo Catapano (Save the children)
Carlotta Politano (LAV)

Interessante il taglio contenutistico degli interventi: come si resiste agli attacchi in rete? E’ cambiato oggi, anche nel web, il percepito del valore di una ONG?

A questo riguardo, tra gli altri, molto esplicativa la chiusura di Catapano: “Prima non vedevi l’ora di dire di lavorare per una ONG. Con quell’affermazione ti portavi dietro tutti i valori positivi che una ONG ha intrinsechi. Oggi è comunque così, ma dall’altra parte noti un certo sopracciglio alzato, una certa diffidenza…devi spiegare ciò che, invece, prima era implicito”.

Passionale e determinato, poi, l’intervento della Politano che ha illustrato come “per allontanare l’odio in rete è necessario metterci la faccia, sempre.”. E fa l’esempio di quando un Professore dell’Università di Torino, cui cui LAV era in forte disaccordo per alcune ricerche sui macachi, fu minacciato di morte. In quel momento era necessaria una presa di posizione e di solidarietà, anche se, naturalmente, la LAV non era direttamente coinvolta.

Pesci, infine, ha illustrato poi quanto sia importante la trasparenza per prevenire “attacchi”, o almeno essere in grado di domarli. Un esempio: la raccolta fondi proprio per il terremoto del centro Italia.

Un incontro ricco di spunti, motivato dalla necessità di capire se oggi siamo i grado di governare il web, una grande opportunità per tutti ma alle volte un mondo ricco di insidie.